I 7 Errori Classici che Ogni Turista Fa a Santiago (E Come Evitarli)

Pubblicato il 22 gennaio 2026

Una tipica strada in pietra del centro di Santiago de Compostela

Siamo qui a Quiroga Palacios da più di 25 anni, osservando turisti, pellegrini, studenti e vicini che passano. E se c'è una cosa che abbiamo imparato, è che i visitatori ripetono sempre gli stessi errori. Non perché siano sciocchi, ma perché nessuno gli dice la verità prima di arrivare.

Quindi, ecco la nostra lista onesta, senza filtri, dei 7 errori più comuni che i turisti fanno a Santiago. E come evitarli per godersi davvero la città.


❌ Errore #1: Mangiare in Plaza del Obradoiro (o in qualsiasi piazza turistica)

Ascolta, ti capiamo. Arrivi a Santiago, sei stanco, vedi la cattedrale imponente e pensi: "Mangio qui con questa vista." Non farlo.

Questi ristoranti con tavolini nelle piazze principali ti fanno pagare la vista, non il cibo. Pagherai 18 euro per un polpo mediocre che arriva surgelato dal Marocco e che nessun galiziano che si rispetti toccherebbe nemmeno con le pinze.

✅ La soluzione:

Allontanati 5-10 minuti a piedi dalle zone turistiche. Cerca posti dove mangia la gente del posto, non solo turisti con macchine fotografiche al collo. Se vedi nonne galiziane che entrano, è il tuo posto.

Strade consigliate: Rúa do Franco (evita i primi locali), San Pedro, Raíña, o quartieri come il nostro a Quiroga Palacios.

Su di noi: Siamo un locale di hamburger, quindi se ci visiti mentre esplori il Seminario Menor, il convento di Belvís o il parco (siamo proprio accanto), sei il benvenuto. Ma non serviamo cucina tradizionale galiziana tranne la nostra tortilla spagnola autentica. Per il resto, segui i consigli qui sopra.

I posti migliori dove mangiare a Santiago sono dove c'è vita di quartiere, non vita da cartolina.

❌ Errore #2: Venire solo per un giorno (o anche meno)

Alcune persone vengono a Santiago in escursione da La Coruña o Porto, passano 3 ore, fanno una foto davanti alla cattedrale e se ne vanno. Questo non è conoscere Santiago, è collezionare timbri.

Santiago non è solo la cattedrale. È il Mercato di Abastos all'alba, perdersi nella città vecchia quando non ci sono turisti, il parco dell'Alameda al tramonto, l'atmosfera universitaria nelle taverne...

✅ La soluzione:

Resta almeno 2 giorni pieni. Il primo giorno fai il giro turistico classico (cattedrale, centro storico, museo). Il secondo giorno vivi la città: mercato al mattino, parchi, quartieri locali, cena in una vera taverna.

Anche se Santiago è una città piccola, ha un'offerta culturale immensa: musei, strade cariche di storia, angoli che raccontano storie che non trovi in nessuna guida.

Se possibile, passa una notte intera. Santiago di notte è una città completamente diversa (soprattutto in primavera e in estate, ne parliamo più avanti).

❌ Errore #3: Andare al Mercato di Abastos alle 14:00

Il Mercato di Abastos è uno dei posti più autentici che restano a Santiago. Ma se ci vai alle 14:00, troverai metà delle bancarelle chiuse e turisti che comprano calamite.

Abbiamo scritto sul declino del mercato (articolo disponibile solo in spagnolo al momento), ma vale ancora la pena se sai quando andarci.

✅ La soluzione:

Alzati presto. Il mercato è vivo e pieno dalle 9:00 alle 13:00. Prima delle 11:00 è l'ideale: vedi i vicini fare la spesa, le pescivendole gridare i prezzi, il profumo di frutti di mare freschi, carne vera...

E se vuoi fare colazione lì, falla in uno dei bar all'interno, non nei tavolini costosi all'esterno.

Se una pescivendola ti chiama "Bambiiiiina, guarda queste vongole!", sei nel momento giusto.

❌ Errore #4: Non assaggiare la vera cucina galiziana

Vieni in Galizia e ordini una pizza o un hamburger industriale di catena. O peggio ancora, mangi solo in posti "internazionali" perché hai paura di provare cose nuove.

La cucina tradizionale galiziana è tra le migliori che assaggerai nella tua vita, ma devi osare.

✅ La soluzione:

Mangia galiziano almeno una volta al giorno:

  • Pulpo á feira (non "alla galiziana", è una brutta traduzione)
  • Empanada – quella vera, non quelle industriali del distributore
  • Caldo gallego (zuppa tradizionale sostanziosa) in inverno
  • Lacón con grelos (prosciutto con cime di rapa), se sei avventuroso
  • Formaggio Arzúa-Ulloa o Tetilla con marmellata di mele cotogne
  • Tarta de Santiago (obbligatoria da provare prima di partire)

E accompagna il tutto con un Albariño o Ribeiro. Niente Coca-Cola, per favore.

Su di noi: Offriamo una tortilla spagnola autentica, ma per la cucina tradizionale galiziana, meglio stare su un tavolino del centro storico, evitando sempre i locali attaccati alla cattedrale. Se ci visiti, vieni con l'intenzione di conoscerci e di incoraggiarci a continuare a scrivere qui.

❌ Errore #5: Non portare l'ombrello (o pensare che non pioverà)

Questa è la Galizia. Piove. Tanto. A volte senza preavviso. Puoi uscire dall'hotel con un sole splendente e 20 minuti dopo essere zuppo fino alle ossa.

Ogni giorno vediamo turisti correre sotto la pioggia con giornali sulla testa, o comprare ombrelli da 10€ nei negozi di souvenir (che si rompono alla prima raffica di vento).

✅ La soluzione:

Porta un impermeabile leggero o un ombrello pieghevole nello zaino. Sempre. Anche se le previsioni dicono 0% di probabilità di pioggia.

E se ti sorprende senza protezione, entra in un bar, ordina un caffè e aspetta. La pioggia a Santiago è generalmente breve. Poi esce il sole e tutto brilla.

Se vedi i locali con ombrelli anche quando c'è il sole, è perché sanno qualcosa che tu non sai. Porta il tuo.

❌ Errore #6: Pensare che tutta la Spagna sia uguale

Vieni da Madrid, Barcellona o Siviglia e pensi che la Galizia sia "più della stessa cosa". Grande errore.

La Galizia non è l'Andalusia. Qui non si mangia alle 15:00 e non si cena alle 22:00. Non fa caldo tutto l'anno. Non tutti sono estroversi e rumorosi. E decisamente non parliamo come in televisione.

✅ La soluzione:

Capisci che sei in una regione con la propria cultura, lingua e tradizioni:

  • Il galiziano: Oggi, quasi tutti parlano spagnolo, e i giovani parlano persino un inglese abbastanza decente. Ma le persone più anziane tendono a parlare in galiziano, anche se parlano spagnolo. Onestamente, anche per qualcuno come me – che non è poi così vecchia –, lo spagnolo non scorre così naturalmente. Il galiziano permette uno slang umoristico e sfumature che faccio fatica a trasmettere in spagnolo.

    E per voi italiani, vi dico una cosa speciale: abbiamo parenti in Svizzera sposati con italiani, e la verità è che se metti un italiano a parlare galiziano, suona come un galiziano autentico. C'è qualcosa nella musicalità, nell'intonazione... una dolcezza. Anche se non parliamo italiano, siamo lingue sorelle – tutte figlie del latino – e ci capiamo bene, soprattutto dopo un bicchiere di vino! Il galiziano e l'italiano condividono quella stessa dolcezza nelle vocali, quel ritmo caldo del Sud. Rispetta il galiziano, è parte della nostra identità comune come popoli latini.
  • Gli orari sono più "europei": pranzo 13:30-14:30, cena 20:30-21:30
  • Le persone sono più riservate, ma incredibilmente amichevoli quando guadagni la loro fiducia
  • Il clima è atlantico: fresco, umido, verde
  • La gastronomia è unica: frutti di mare, carni e latticini eccezionali

❌ Errore #7: Non uscire dalla città vecchia

Tanti turisti restano intrappolati dentro le mura medievali del centro storico. Vedono la cattedrale, le piazze, le strade acciottolate... e pensano che sia tutta Santiago.

Ma Santiago è molto di più. Ci sono quartieri con vita vera, parchi bellissimi, viste spettacolari e aree dove i veri compostelani vivono e lavorano.

✅ La soluzione:

Esplora oltre le mura:

  • Parco dell'Alameda: Le migliori viste della cattedrale, soprattutto al tramonto. Passeggiata sotto le querce inclusa.
  • Quartiere di San Pedro: Vita studentesca autentica, bar con carattere, prezzi onesti.
  • Parco di Belvís: Proprio qui accanto al nostro locale. Tranquillo, con viste, perfetto per riposarsi.
  • Convento di San Francesco: Tranquillità totale a 5 minuti dal caos turistico.
  • Campus universitario (sud): Vita studentesca, atmosfera giovane, caffè pieni di locali.

Sulla vita notturna: Tieni presente che in inverno le notti sono molto tranquille – non c'è molta vita notturna. Ma in primavera e in estate fino all'inizio dell'autunno, le notti sono animate con piccoli locali con musica piacevole, tavolini pieni di vita e atmosfera studentesca fino all'alba.

Se cammini 10 minuti in qualsiasi direzione dalla cattedrale, scoprirai una Santiago completamente diversa.


La Chiave: Vivere Santiago, Non Limitarsi a Visitarla

In fondo, tutti questi errori hanno qualcosa in comune: trattare Santiago come un museo invece che come una città viva.

Santiago non è solo la cattedrale e il certificato di Compostela. È il vicino che ti saluta al panificio, è il profumo del caffè appena fatto al mattino, è la conversazione con la signora del mercato che ti spiega come cucinare i percebes, è perdersi in strade senza nome e trovare una taverna dove ti servono il miglior caldo gallego della tua vita.

Dopo 25 anni qui, abbiamo visto migliaia di turisti passare di corsa, spuntando caselle su una lista. E poi ci sono quelli che si siedono, osservano, parlano con la gente, provano cose nuove. Sono quelli che conoscono davvero Santiago.

Il nostro ultimo consiglio? Rallenta. Lascia il telefono in tasca ogni tanto. Siediti a un tavolino senza fretta. Parla con i locali (siamo più simpatici di quanto sembriamo). E soprattutto, osa uscire dal circuito turistico segnato.

È così che vivrai il vero Santiago – una città viva, non un museo. E tornerai a casa con vere storie, non solo foto.


Stai Pianificando il Tuo Viaggio o Hai Consigli da Condividere?

Se stai pianificando la tua visita a Santiago e hai domande, o se ci sei già stato e hai i tuoi "errori scoperti", passa a trovarci per chiacchierare. Ci piace parlare della nostra città.

E se sei un pellegrino sul Cammino di Santiago, abbiamo una guida completa con consigli specifici per il percorso, tappe, ostelli e tutto ciò che devi sapere.

Buon viaggio. E ricorda: ombrello sempre nello zaino.

Saluti da Quiroga Palacios,
Susana

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